MEMORIE DI ZUPPA
Quarto giorno del mese del Leone 1124, Mor.
Ho deciso di tenere un diario. Ci sono troppe cose che stanno cambiando ed è giusto tenerne traccia. Da poco sono diventata Duchessa della Iulide. Ancora non ci credo, una goblin come me che si ritrova seduta tra i più grandi eroi elaviani. A prendere decisioni. Spero che il Duca Ideo possa essere fiero di me. La sua scomparsa fa ancora male ma è riuscito nel suo intento, alla scorsa asta si è firmata l'unine tra la Repubblica e il regno del Grifone, Elavia è riunita. Si è scritta una costituzione con tanto di costituzione. Poi.. Poi è venuto a mancare, quanto dolore, quante lacrime versate per lui. Ma adesso tocca noi far crescere questo giovane Stato. Renderlo grande. E chissà, magari riuscirò a rendere questo ducato un luogo sicuro per tutti i pelleverde di Elempos. Un posto da chiamare casa, un luogo sicuro dove i goblin non possono nuocere a nessuno, menneno a loro stessi. Domani sarà la prima prova come Duchessa, domani ci sarà un raduno di eroi, siamo stati chiamati a combattere la Congrega. Spero di essere all'altezza.
Questo è quello che chiedo ora
che queste lacrime servano a qualcosa.
Zuppa da Urgatz, Duchessa di Iulide
Decimo giorno del mese del Drago 1124, Mor.
Ecco però che mi sembra di vedere la fine. Sento mancare la terra sotto i piedi. Di rientro dalla spedizione in Muqatea, che ha avuto successo, mi porto a casa una bella maledizione. Uno stupido quadro si è legato a me, mi succhia via gli anni. Sono invecchiata cavolo, tutto insieme. Gli eroi hanno provato a liberarmi ma niete da fare. Sento le ossa scricchiolare, i muscoli che cedono, i sensi non sono più come quelli di qualche giorno fa. Anche se il mio animo è rimasto giovane, sento il corpo che non risponde. Ho paura. Paura di perdere quello che sto costruendo. Paura di non avere tempo per sistemare le cose. Paura di non riuscire a vedere realizzati i miei sogni. La vita mi abbandona quando vorrei solo morderla.
Ecco allora, che con la paura nel cuore, prima che sia troppo tardi, voglio mettere per iscritto le mie volontà. Userò questi scritti per lasciare un pezzo di Zuppa a chi se lo merita. A chi come me combatte per una giusta causa. A chi protegge i deboli, a chi percepisce cos’è la sofferenza.
Per ora non ho molto da dare, però mi piacerebbe che gli elaviani, in particolare le persone a me più care, quelle che mi hanno sempre sostenuto come Caranthir, Glauco si prendessero carico dei goblin di Urgatz, che non li lasciassero soli. Se dovessi morire prima del tempo, vorrei che portassero avanti il mio sogno: dichiarare la Iulide, o almeno la baronia di Urgatz, una riserva per i goblin.
Se approcciati in maniera corretta possono essere una grande risorsa. Dategli un arco ed un cinghiale e saranno contenti di seguirvi in qualsiasi guerra. Li ho addestrati bene! Sanno eseguire gli ordini.
Al Generale Ettore (anche se adesso è stato liberato dai suoi incarichi, so che tornerà più forte di prima) lascio il compito di gestire le nuove reclute dell'accademia militare di Urgatz. Sono bravi soldati. Ci vuole il pugno di ferro ma so che posso contare su di lui.
Vi prego di non abbandonateli a se stessi. Lasciate che Urgatz rimanga un luogo sicuro per loro, ampliatelo e fatelo diventare una riserva, un posto dove tutti i pelleverde di Elempos possano vivere secondo la loro cultura.
Questo è quello che chiedo per ora.
Che questo dolore resti solo mio.
Zuppa da Urgatz, Duchessa di Iulide
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)
Ventottesimo giorno del mese del Serpente 1124, Urgatz.
Eccomi di nuovo per aggiungere delle considerazioni.
Di ritorno da Albione, ancora maledetta e senza più niente da perdere..
Elavia mi ha voltato le spalle, mi ha messo in stato di fermo, mi ha tolto tutto: la baronia, il ducato. E' bastato veramente poco, solo che andassi a bussare alla porta di un lord di Albione presentandomi prima col titolo e poi col nome. Credo si siano spaventati delle ripercussioni politiche. Li capisco, non hanno voluto coinvolgere lo Stato in una situazione delicata, però mi sento abbandonata. E' vero, questo uesto lord ha fatto una brutta fine e me ne prendo la colpa. Ma forse c’è anche altro sotto? Forse una goblin come duchessa era scomoda a qualcuno? Non importa, accetto gli eventi per come sono andati. Ad oggi non ho la forza di lottare. Sono stanca, stremata. L’udito è peggiorato e ormai con l’arco faccio fatica a prendere la mira. Sento il tempo che scorre rapido e non ho la forza di spiegare come siano andate le cose veramente, ci ho provato ma non hanno voluto ascoltare. Ora basta. Non mi piegherò.
Ho trovato un gruppo di gente che sento vibrare della mia stessa energia. Un gruppo di fratelli, di quelli veri, che combattono per la libertà. Vorrei unirmi a loro per un po'... Infondo se ho perso il ducato è anche per colpa loro… credo me lo debbano! Con loro siamo andati dal Lord di Albione, a bussare alla sua porta. Per farci aprire io e il Barone Ares abbiamo usato i nostri titoli. Avevamo delle informazioni su di lui, sapevamo che stava affamando il suo feudo, eravamo li per trattare con lui. Avevamo dei compagni che erano in ricognizione nella parte posteriore della tenuta. Sono stati scoperti e le cose sono degenerate. I soldati del lord hanno cominciato a tirarci piogge di frecce. Abbiamo preso il lord con noi come garanzia per riuscire ad uscire vivi da li dentro, ovviamente le trattative sono saltate. Più volte il lord è stato colpito dalle frecce dei suoi soldati e più volte i nostri guaritori hanno guarito le sue ferite. Poi gli abbiamo dato un ultimatum "lasciateci andare via, fermate le frecce oppure lo uccidiamo"... non si sono fermati e siamo stati di parola! Una volta tornati al campo, abbiamo portato il corpo del lord con noi sperando potesse essere una prova sufficente a far capire le nostre azioni. Ma è servito solo ad aizzarci contro tutti. E' qui che Elavia mi ha disconosciuto. Non avrei dovuto presentarmi come duchessa. In ogni caso non si piange sulla minestra caduta. Andrò avanti sperando che il poco tempo che mi rimane sia sufficente a sistemare le cose.
Del gruppo dei Bastardi fa parte anche il mio maestro: Vertigo. A lui voglio lasciare un pensiero, il bastone per le messe a Kentar. E’ un bastone costruito dai goblin, risuona e fa rumore, dentro ci sono le ossa dei nemici sconfitti, dei fratelli morti e spine di rovo. E’ il bastone della sofferenza e del supplizio, le ossa si scontrano tutte assieme in un sublime caos di sofferenza producendo un armonia che risuona fino agli inferi dove nostro Padre ci ascolta. Voglio lasciarlo a Vertigo colui che mi insegna tutti i segreti sulla Fede, il mio mentore. La persona che continuo a sfidare ma nientre, non riesco a mettere sotto. Se mai dovesse succedermi qualcosa è una delle poche cose che possiedo e vorrei fosse sua. Che tu possa pregare sempre più forte e che dagli Inferi possa ricevere risposta! AH!
Questo è quello che chiedo ora
Che da questa sofferenza ne esca più forte.
Zuppa da Urgatz, Duchessa della Iulide.
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)
Nono giorno del mese dello Scorpione 1124, Urgatz.
Il mio stato di fermo è stato revocato. Ora sono una libera cittadina elaviana e mi basta cosi. Sono appena rientrata da Albione, li i Bastardi si sono riuniti per poter stare con Magnid che è in arresto. C’è stato un Cerchio decisionale, hanno accettato che faccia parte del loro gruppo. Ora porto con orgoglio una lacrima di sangue sul viso. Un simbolo che sento appartenermi. Una famiglia.
Il tempo che ho a disposizione è ancora molto. E’ vero, il corpo invecchia ma la mia Fede è salda. So che posso contare su qualcuno, sono diventata una sorella bastarda. Penso sia il regalo più grande che potessi ricevere, anche più grande del ducato: avere qualcuno da chiamare fratello. Quel sogno di vedere costruito un luogo sicuro per i goblin è ancora li, solo più difficile da conquistare. Ma forse insieme non è poi cosi irraggiungibile.
Alicandro mi ha avvisato che è venuto a sapere che ho degli assassini al seguito. Mi chiedo perchè, ma non ho paura. Non più. Adesso c’è un altro problema da affrontare. Mi hanno riferito che Cyron, la Prima Lacrima è stato portato via da Namaris o da qualche sua emanazione. Sono preoccupata, non c’è tempo per la paura. Non c'è tempo per gli acciacchi della vecchiaia. Bisogna fare qualcosa. E' il momento di agire.
Tra questi eroi bastardi c’è anche una guerriera strepitosa, si chiama Magnid, ha la forza di quattro uomini ed è il capo del suo clan. A lei voglio lasciare la prova di coraggio più grande che abbia mai superato. Ero sola, nei boschi sopra le montagne al confine con Elavia e finalmente sono riuscita a strappare la vita ad un orso, uno di quelli grandi! Sembra stupido ma non è stata una lotta semplice, ero armata solo del mio arco e di qualche freccia. Ci sono voluti sei giorni di appostamento, e molti stratagemmi, ma sono riuscita a farlo fuori! Era cosi grande che alcuni goblin di Urgatz gli avevano dato un nome: Mordù. Ed è solo dopo averlo ucciso che sono potuta entrare ad Urgatz a testa alta ed essere rispettata. Quindi ecco, lascio la pelliccia dell'orso a Magnid, in segno di rispetto, se lo merita, per come ha affrontato gli eventi in Albione, per come non si è piegata alla giustizia mal fatta, per come continua a lottare e per l’amica che ho trovato. Che tu possa diventare una grande nonna! AH!
Questo è quello che chiedo ora
Che questo dolore possa essere d’ispirazione.
Zuppa da Urgazt, sorella bastarda.
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)
Ventiquattresimo giorno del mese dell’Ariete 1125, Urgazt.
Ieri si è conclusa l’asta delle meraviglie che si tiene ogni anno a Dorica. Ad un anno dalla morte del Duca Ideo sono cambiate tantissime cose. Sono stata prima baronessa, poi duchessa, poi in stato di fermo ed infine ho trovato qualcuno da chiamare fratello.
Devo un ringraziamento speciale all’arcimago Marcus, lui e Ashlig sono riusciti a togliermi la maledizione che mi affliggeva. Non so come abbiano fatto, mi hanno messo dentro un circolo e quando ne sono uscita ero ringiovanita. Finalmente le mie orecchie sono tornate a sentire, le ossa hanno smesso di cigolare e l’arco è tornato leggero!
All’asta sono riuscita a comprare l’anello appartenuto al lord che abbiamo ucciso in Albione. Al contrario di quanto la gente ha chiacchierato (si.. ci sento bene adesso!) non l’ho preso come trofeo ma per ripagare una donna rimasta vedova. In più rimane un simbolo importante per me, per il percorso che mi ha portato a scegliere e se dovesse succedermi qualcosa mi piacerebbe lo avesse Cyron. Che a proposito siamo riusciti a ritrovare! Cyron è un pazzo dalle idee rivoluzionarie, votato al sacrificio e pronto ad affrontare orde di nemici per i suoi fratelli. So che troverebbe il modo giusto di usarlo.
Poi insieme a Viridia Malaspada ho comprato una pietra che sembra nascondere una mappa, credo dell’Arborea a prima vista. La farò analizzare ma mi piacerebbe che fosse il buon Felar ad accompagnarmi in questa avventura. Credo fermamente non esista miglior esploratore di lui, impavido e sempre pronto a mettersi in gioco.
Questo è quello che chiedo ora
La sofferenza è servita, mi ha reso migliore.
Zuppa da Urgatz, Custode del ferro
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)
Ventottesimo giorno del mese del Leone 1125, Urgatz.
Sono tornata dall’Arendal, la situazione non è delle migliori. E’ comparsa una nuova “religione”: la Fiamma e sembra pericolosa, sembra che una volta convertiti a questo culto non si possa più tornare indietro e che i Nove non riescano più a vederti. Uno dei bastardi, il caro Evandrio, si è avvicinato a questo culto e abbiamo passato tre giorni a cercare di salvargli la vita e a farlo redimere, ma niente.
Nel gruppo si è rotto qualcosa. La Fede diversa è il nuovo ostacolo che ci si pone davanti. Non ho mai visto i Bastardi cosi divisi. Da una parte l'amore per i fratelli, da l'altra la propria fede, caposaldo del cerchio. Speriamo di riuscire a trovare un modo per rimanere tutti uniti e non arrivare ad una guerra tra fratelli. Sono riuscita a realizzare anche una nostra bandiera. E' bellissima, cosi grande che non risco a tenerla, ma sono molto fiera. Non voglio perderli adesso. Ora che abbiamo un simbolo che ci rappresenta.
In tutto questo trambusto sono riuscita a concludere un accordo commerciale notevole, con dei mercanti della compagnia delle “sette monete”, ho stipulato un contratto che mi permette di commerciare nei loro mercati. E’ già stato firmato ma vorrei avere un garante, non si sa mai di questi tempi, e poi ormai quella di tenere un diario è diventata una bella abitudine, non voglio smettere.
Visto che anche Ares ha fatto un accordo simile con questi mercanti, metto per iscritto che se dovesse avvenire qualcosa sarà lui ad ereditare questo contratto. So che sarai in grado di gestire ogni cosa.
Ho preso anche un libro molto simpatico.. non che mi piaccia leggere, ma è molto utile: permette di teletrasportarsi e può essere usato da chiunque, basta scriverci sopra la destinazione scelta e attivarne il potere. Questo libro mi piacerebbe lo avesse Padre Enrico, colui che aiuta sempre tutti, sempre pronto a dare manforte senza mai levare la spada. So che ne farai buon uso! AH!
In ultimo, ho fatto analizzare la pietra con la mappa dentro e confermo essere una mappa dell’Arborea. E ora più che mai sono convinta di non volerci andare senza Felar. Considera tua quella mappa.
Sto seriamente pensando di tornare a chiedere la Baronia di Urgatz, anche se mi pesa tantissimo dover abbassare la testa, dover tornare con la coda tra le gambe da chi mi ha disprezzato. Ma per i miei compagni pelleverde lo farò. Credo che solo amministrando il territorio posso arrivare a realizzare la riserva dei goblin. In più vorrei sentissero più vicino il Padre del caos in questo momento di confusione in cui i Nove sembrano avere un rivale. Credo di poter aiutare anche se posso non essere simpatica a tutti. Ma dopo tutto sono una goblin testa di cazzo! AH! E' normale non piacere a tutti.
Questo è quello che chiedo ora
Che il caos mi renda libera.
Zuppa B. da Urgatz, Custode del ferro
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)
Trentinesimo giorno del mese della Rosa 1125, Scildia.
Sono arrivata stamattina qui al campo, la situazione sembra sfuggita di mano. Sono sempre di più gli scappati di casa che vengono a chiedere aiuto agli elaviani. Per lo più sono contadini che hanno tocchicciato la Fiamma e ne sono rimasti coinvolti. Poi per andare a recuperare la bandiera dei bastardi, quella che dei miseri briganti maledetti ci hanno soffiato da sotto al naso, abbiamo scoperto di essere circondati da un esercito. La valle è sotto assedio cazzo!
In più Evandrio ci è stato portato via, durante il teletrasprto è stato allontanato dal gruppo. Quello stupido che non vuole altro che sacrificare se stesso anche quando non ce n'è bisogno! Mi fa sorridere questa cosa, avrei una bella notizia da dare ai fratelli. Spero ci sarà il tempo per riunirci in cerchio domani. Ho richiesto la baronia di Urgatz, sembra che gli altri baroni siano daccordo affinchè torni nelle aule del Senato. Lasciare che il tempo guarisse le ferite è servito. Vorrei condividere con loro questo traguardo.
La sofferenza mi ha portato dove sono oggi, sono fortunata. Fortunata che il tempo mi scorra addosso nella giusta misura. Che abbia una famiglia, degli amici. Che possa tornare più vicina al mio sogno. Non sarà tutto in discesa, chiaro! Di sicuro non con i tempi che corrono. So che sarà difficile ma gli eroi siamo noi, siamo noi che scriviamo il nostro cammino, passo dopo passo e non vedo l'ora di sapere quale sarà il prossimo! E se dovessero arrivare gli assassini che ho al seguito.. che vengano! Non li temo!
Intanto domani mattina ho appuntamento con Felar, Aristide, Viridia ed altri eroi che sono riuscita a mettere insieme per esplorare quella famosa rotta disegnata sulla mappa dell’Arborea. Poi tornerò qui a Scildia e vedrò di dare una mano. C'è da organizzare un evaquazione, portare via più civili possibile e mettere in salvo le nostre pellacce.
Questo è quello che chiedo ora
Che questa sofferenza diventi pace.
Zuppa B. da Urgatz, Custode del ferro
Sigillo notarile della chiesa di Raleos (per autenticare lo scritto)