Popolo della Vaslokia, Elempiani, fedeli dei Nove tutti
È con il cuore colmo di rammarico, di amarezza e di celestiale ira che vergo queste mie parole sulla pergamena che mi trovo davanti.
Non mi stupisco di essere costretto a farlo: molti hanno accusato i teutoni dei più ignobili crimini in passato e molti, ancora oggi, perserverano nel loro errore.
Durante l'ultimo tentativo di riconciliazione con i sanguinari rivoltosi, il cui violento assalto ha duramente piagato la Vaslokia intera, incontro da me caldamente promosso e caldeggiato per evitare inutili spargimenti di sangue sulla nostra terra, per evitare che fratello combattesse fratello, che i padri si trovassero ad affrontare i figli sul fronte opposto della barricata, dure accuse mi sono state mosse.
Sono stato accusato di essere un tiranno.
Sono stato accusato di ladrocinio.
Sono stato accusato di Eresia e quasi di Blasfemia.
Ebbene, arriva un momento in cui un uomo non può e non deve più sopportate e accettare passivamente di essere coperto di fango, ancor più quando gli schizzi finiscono per insozzare le vesti degli innocenti cittadini, ancora in grazia dei Nove, che ancora sperano in una pacifica risoluzione di qualsiasi conflitto.
Mi hanno accusato di Ladrocinio per aver alzato le decime della Vaslokia, ma tutti i cittadini, io in prima istanza e più di tutti, sfido persino i miei detrattori a negarlo, abbiamo dovuto fare dei sacrifici per evitare l'annientamento, per evitare di essere distrutti da un nemico sostenuto dall'oscuro oro di potenze straniere. E dopo averlo compiuto io stesso, ai miei cittadini ho chiesto uno sforzo, si. E loro eroicamente, più di quelli che si sono intromessi negli affari della Vaslokia, lo hanno accettato riconoscendo una visione più ampia e lungimirante del futuro della regione, fatta di pace e unione. Ma per renderla reale, avevamo bisogno di denaro, per sostenere e sfamare i nostri soldati, i nostri coraggiosi figli che nel nome della Vera Fede hanno deciso di ribellarsi, loro sì, all'eresia dilagante che viene da est.
Mi hanno accusato di Tirannia, ma io sono stato il primo a volere la pace, a chiedere un incontro che portasse a una tregua.
E quando la ragione stava, finalmente, riprendendo il controllo delle menti dei rivoltosi, cosa hanno fatto quegli eretici cultisti? Hanno mandato degli assassini a ucciderli! Persino il Magravio Oto di Saros pronto a mettere la ragione davanti ai suoi interessi personali, è stato ucciso solo per questo. Io sono stato solo più fortunato, o forse, sapevo già di non dovermi fidare di Alleati che ricorrono alle pratiche e ai servizi di mangiatori di Anime. Blasfemia ed Eresia, ecco i pilastri della loro rivolta!
E proprio questi infami, osano accusare me e coloro che condividono la visione di un popolo della Vaslokia unito, di Blasfemia?
Loro il cui unico scopo è storpiare le loro anime per renderle piacevoli agli occhi della loro demoniaca divinità, che si avvalgono dei servizi di Panon, che erano comandati da Argon, un custode della materia e da lei sostenuti e foraggiati, da una donna la cui vita è stata segnata soltanto dalla sofferenza imposta alle povere vittime innocenti di Placentia, un mostro che non conosce alcun limite di decenza, se a favore delle proprie ragioni e della propria sete di potere, osano accusare altri?
Davvero volete che le vostre orecchie diano ascolto alle parole di questi individui? Davvero volete che le vostre voci siano eco di Blasfemi, Eretici e Mostri dalle sembianze umane?
Sappiate che in tal caso troverete in me un nemico!
Perché io non accetto la verità di un culto eretico il cui unico fine era ed è ancora quello di infettare le menti e le anime dei fedeli dei Nove solo per ottenere maggior potere!
Perché a costo di rimanere da solo a combattere contro l'orda dilagante dell'eresia orientale, io, da fedele dei Nove, non accetterò MAI tale visione.
E tutti coloro che vorranno opporsi a quest'orrore che sembra fin troppo tollerato ed accettato dalle politiche elempiane, troveranno in me un alleato, e nella Vaslokia, un baluardo a difesa della sua anima.
E io sarò in prima linea a difendere tutti voi.
A qualunque costo.
Dagobert von Schwartzdorne
Prinz della Vaslokia
Protettore del popolo della Vaslokia
Fedele dei Nove