Location: Villaggio Don Orione
Date: 21/02/2026 - 22/02/2026
Chiusura Iscrizioni: 06/02/2026
Regista: Diego Agalbato
Viceregista: Gruppo Ambientazione
La neve scende lenta e fitta, attenuando il belare proveniente dai filari. Mancano pochi giorni a Yule e le case delle isole di Røfer sono addobbate: rami di abete intrecciati alle porte, ossa sbiancate e nastri scuri appesi alle travi, piccoli bracieri accesi davanti agli ingressi in attesa della notte più lunga.
Sulla spiaggia di Fornøy, il mare d’inverno è una distesa scura che si infrange contro il ghiaccio ai margini della riva. La sabbia è coperta da un manto bianco immacolato, rotto solo attorno alla folla che si va radunando: centinaia di impronte profonde, stivali che hanno conosciuto razzie, ritorni e più di una pessima decisione presa dopo aver bevuto troppa birra.
Il vento sferza i volti, scorre tra i mantelli e le pellicce, insistente, punendo l’ardire di chi ha lasciato i focolari nella stagione in cui tutto dovrebbe tacere. Odore di sale, di legno bagnato. Le corde e le vele ammainate del drakkar di Ingo, la Potethorn che troneggia sulla spiaggia, schioccano come pelli tese.
Da ore le carve continuano a giungere sull’isola del Clan del Montone, una dopo l’altra, portando guerriere e guerrieri da ogni villaggio dell’arcipelago. Sbarcano salutandosi a voce alta, abbracciandosi calorosamente e scambiandosi pacche sulle spalle.
Kilt dai tanti colori, pelli e mantelli dalle diverse fatture, armature di fogge differenti che si chiamano cugini, anche se non lo so sono, vociano rumorosamente come solo i roferiani sanno fare.
Dalle pietre cagamostri di Baleøy arrivano anche decine di caledoni: i volti scuri degli Hodurnson, del Clan della Volpe, sono di quelli che sanno già che li attendono giorni passati a spargere di nuovo sale nero sul circolo. Eyðhild, conosciuta come Ey, li aspetta sulla riva di Fornøy e, mentre getta loro addosso pesanti pelli una dopo l’altra, borbotta senza sosta che i caledoni non sanno proprio nulla del freddo di Røfer.
Quando il ruggito di un corno si alza, spargendo il suo eco nell’arcipelago, tutti gli sguardi si volgono verso Manghesau. Gli Jarl, Fionghall Ragnarson e Korgoth Bjornson, sono partiti alla volta dell’ultimo saluto a Ingo Halvarson, primogenito del Clan del Montone.
I roferiani si staccano lentamente dai falò lungo la spiaggia, dove fino a quel momento hanno parlato e si sono riscaldati. I caledoni imitano i movimenti con attenzione, desiderosi di non sbagliare e di onorare la tradizione. Sanno che sarebbe un ottimo modo per diventare una storia raccontata male.
Una lunga processione prende forma tra una grande catasta di legna, già spruzzata di sale e neve, e il drakkar. Ognuno porta più ciocchi di quanti sarebbero necessari: perché a Røfer, quando si onora qualcuno, l’eccesso è parte del rispetto.
Altri due suoni di corno si odono prima che gli Jarl mettano piede sull’isola. L’ultimo roferiano prende posto attorno alla prua del drakkar e la cerimonia ha inizio. Gli Jarl scendono rumorosamente dalla carve e avanzano verso la prua, dove Olaf e Harval li attendono a braccia incrociate. Tra loro c’è un bambino di forse sei anni. Solenne come i due uomini, avvolto in una pelliccia di lana nera come la notte.
Sotto la mostruosa testa marina a denti scoperti che fissa l’orizzonte, i quattro uomini si incontrano e si abbracciano. Poi si voltano verso la Potethorn.
A un cenno di Harval, donne e uomini del Clan del Montone riprendono a caricare legna. Gli Jarl annuiscono: è un onore che si riconosce subito.
La legna cresce. Si accumula. Molta. Troppa.
All’inizio i commenti sono ammirati, poi si fanno inquieti. Quella legna è vita, è calore, è sopravvivenza per l’inverno. Eppure il Clan del Montone continua imperterrito. Cataste che sporgono dal bordo dell’imbarcazione, il legno che scricchiola, il drakkar che si assesta sotto il peso. Harval osserva impassibile, accanto agli Jarl.
Quando il drakkar inizia a dar segni di non poterne contenere altra, Harval alza una mano. Gli uomini del Clan portano sul ponte ciò che resta della vita di Ingo. Armi che hanno cantato in battaglia. Scudi. Armature segnate da colpi che nessun fabbro avrebbe mai cancellato. I vestiti delle veglie e delle razzie. I trofei silenziosi, strappati con fatica e coraggio. Ogni oggetto parla di lui meglio di qualsiasi parola. E gli servirà per essere riconosciuto con i giusti onori nelle aule di Crom.
Arrivano infine le donne con i doni. Barili di birra, sacchi di patate. Tra loro c’è Maghnild, con le tre figlie. Porta una pecora, legata e composta, il fiato che fuma nell’aria fredda. Viene posta al centro del drakkar. Un ultimo belato si leva, e qualcuno sorride appena: Ingo non si presenterà a mani vuote nelle aule di Crom.
Il canto si leva dalla folla. Clan diversi, scudi diversi, cicatrici diverse. La neve cade sui mantelli, si posa sulle barbe, si scioglie sulle guance mentre le gole dei guerrieri emanano queste lunghe note basse. È una melodia di battaglia, di onore, di morte ottenuta con ardore, di lutto fiero. Una saga in una lingua antica di cui si può non capire il testo, ma di cui si intuisce il valore. I roferiani la cantano a mento alto, con lo sguardo fisso sul drakkar, sapendo che un giorno a loro sarà tributato lo stesso onore.
Una torcia passa di mano in mano. Senza fretta. Ogni passaggio è una preghiera a Crom, un saluto, una promessa di amicizia al Clan che ha lasciato. Tocca roferiani e caledoni: mani segnate dal freddo e dal ferro incontrano mani più delicate e gentili, e per un istante sono uguali. Finché arriva nelle mani di Olaf.
Olaf richiama gli spiriti perché in quel fuoco consacrino Ingo all’eternità delle storie di Røfer. Richiama la vita dell’amico, racconta di gesta vissute insieme. Ricorda l’uomo che oggi diventa compagno di Crom. Chiama gli spiriti a osservare, come fanno sempre, e a ricordare.
Poi passa la fiamma agli Jarl. Korgoth lo saluta come un guerriero e ricorda una sfida con le asce finita con un tonfo improvviso, un elfo squartato, una casa in fiamme e molte risate. Fionghal parla di tradizione, e posa lo sguardo sul bambino tra Olaf e Harval. Promette che un giorno, nelle sale di Crom, potrà raccontare come il Clan ha tenuto la rotta.
Infine la torcia viene porta a Harval. Il possente guerriero la guarda a lungo. L’uomo delle storie, delle risate e delle bevute non dice nulla. Quel silenzio, per tutti quelli che lo conoscono, parla di più delle lunghe saghe con cui il capo clan è solito intrattenere i compagni, a volte cosi a lungo da dare la sensazione di essere sequestrati.
Alla fine tende il braccio e lancia la fiamma verso la nave.
Il fuoco divampa. Prima le vele, poi la chiglia resinosa. Le fiamme crescono rapide, arancioni e violente. Il metallo geme mentre si deforma, la neve attorno al rogo diventa vapore.
Un corno risuona, lungo e profondo. Lo stesso suono che riecheggia nei porti quando una nave va salpando.
Il drakkar brucia alto sulla spiaggia innevata, pira degna di un primogenito. Il fumo sale diritto nel cielo grigio, come una strada tracciata tra i mondi. Il fuoco illumina i volti dei guerrieri, riflettendosi negli occhi di chi ha combattuto con Ingo, di chi è cresciuto con lui, di chi porterà avanti il suo nome.
Dopo molto, il fuoco non accenna ancora a placarsi. Uno alla volta i roferiani battono il pugno sul petto e si allontanano.
Il fuoco continua a bruciare sulla spiaggia mentre le carve svaniscono oltre i fiordi. E continuerà a bruciare per un altro giorno, fino al mattino dopo.
Solo allora, Røfer può finalmente iniziare a riposare fino al disgelo.
Asta delle Meraviglie 1126
Tutti i beni ed i servizi sono garantiti da Sua Eccellenza Gustavo Bonciani, Governatore di Dorica.
Beni all’Asta
I migliori pezzi sono stati selezionati per essere battuti all’Asta secondo le modalità classiche.
Il Banditore, Elderico da Dorica, saprà illustrarvi con dovizia di particolari i dieci eccezionali lotti scelti per questa prima Asta delle Meraviglie dedicata al tema del “Grande Mondo Nuovo”.
Dizionari di Altaico e Mediorentale
Una collezione di dizionari in Lingua Elempiana che permette uno studio accurato delle Lingue Altaiche e Mediorentali. Base d’Asta: 100 MR
Lasciapassare di Al-Yman
Documento ufficiale, valido un anno, che consente l’accesso ai territori della Muqataea di Al-Yman, lezioni private con i sapienti locali e permette di partecipare agli scambi commerciali con i mercati locali. Base d’Asta: 50 MR
Pepita di Aurilium
Una singola pepita di Aurilium, rinvenuta nelle sconosciute terre a sud del Grande Sahel. Le proprietà di questo minerale sono ad oggi sconosciute, ma una cosa è certa: il legame col Divino è incontrovertibile. La spedizione di avventurieri che ha rinvenuto questo misterioso oggetto desidera restare ignota. Base d’Asta: 100 MR
Pugnale Forato
Un pugnale di pregevole fattura proveniente dal lontano est, il cui metallo risulta forato nel mezzo. Nonostante la peculiarità del materiale, risulta incredibilmente solido e affilato. Base d’Asta: 120 MR
Uovo di Eslarn
Un uovo argenteo dalle sfumature bluastre proveniente da un luogo sconosciuto da qualche parte a sud di Elempos. E’ stato acquistato da un avventuriero incappucciato in una locanda di Dorica. Il misterioso venditore sostiene che la creatura che nascerà, sarà qualcosa di mai visto in Elempos. Base d’Asta: 170 MR
Richiamo della Mellivora
Un fischietto che, invece emettere un suono acuto, emette un basso grugnito cacofonico. Parrebbe che questo strano oggetto esotico serva per richiamare una rarissima creatura invisibile ai più. Provenienza ignota. Base d’Asta: 30 MR
Oasi Cybynlar
Piccola piramide a base triangolare con quattro strani cristalli incastonati che brillano di colori diversi: Rosso, Azzurro, Verde, Giallo. Posizionata in un territorio può renderlo fertile e lussureggiante. Ha bisogno di manutenzione annuale. Base d’Asta: 100 MR
Equipaggiamento del Fabbro Guerriero
Si narra che equipaggiamento appartenesse ad un fabbro errante che attraversò tutta Elempos, diventando per molti una figura quasi immortale. In realtà, ciò che lo rendeva straordinario non era tanto la sua abilità marziale, bensì l’armatura da lui stesso forgiata.
Non esistono racconti che lo descrivano mentre impugna la sua spada in battaglia; l’arma, oggi, messa all’Asta assieme ad altri straordinari pezzi, ha un valore puramente collezionistico. L’equipaggiamento proviene dalla collezione del defunto Tarassiano Armet Utter, ed è venduto in lotti separati, sia all’Asta classica che all’Asta degli oggetti esposti. Un insieme ideale per chi desidera iniziare o completare una collezione storica, o per chi cerca un oggetto unico da portare con sè nelle proprie avventure. Non tutti gli oggetti sono battuti all’asta col metodo classico.
Spada del Fabbro Guerriero
Una spada in parte arrugginita che riesce a malapena ad uscire dal fodero. E’ realizzata con diverse piegature sulla lama. Base d’Asta: 5 MR
Corpetto del Guerriero Drago
Un corpetto realizzato con un cuoio incredibilmente resistente e dall’aspetto lievemente usurato. Base d’Asta: 700 MR
Mantello del Guerriero Serpente
Un mantello mimetico, intrecciato con un materiale che sembra essere pelle di serpente. Base d’Asta: 400 MR
Asta dei Beni e dei Servizi in Esposizione
Per la prima volta, l’Asta delle Meraviglie introduce una nuova dinamica: quella dell’Asta dei beni e dei Servizi in Esposizione. Gli interessati sono invitati a prendere visione delle regole esposte nel manifesto con le regole dell’Asta delle Meraviglie.
Baule Alchemico
Un baule colmo di reagenti d’ogni tipo, oltre quaranta dosi dai più comuni a meno conosciuti. Base d’Asta: 200 MR
Lente del Linguista
Lente d’ingrandimento incantata che facilita la comprensione e la traduzione delle Lingue Elempiane più complesse. Base d’Asta: 20 MR
Merenda Keluvit
4 Biscottini di Naak e 4 bustine tisana di Anuok. Base d’Asta: 15 MR
Wotan
Misterioso ciondolo in pietra nera che emana profumo di fiori notturni. Base d’Asta: 200 MR
Contratto: Creature Addestrate
Tre Queilan perfettamente addestrati dalla Famiglia Prusikin, pronti a rispondere agli ordini dei propri padroni. Il contratto è valido per un anno, rinnovabile a scadenza per un ulteriore anno. Base d’Asta: 200 MR
Veste Eterea
Veste in pelle leggera e scaglie del colore del mare più puro. Leggera e resistente, non limita i movimenti pur proteggendo chi la indossa. Base d’Asta: 100 MR
Esemplare di Ukher
L’animale in questione, un Ukher, possiede un’incredibile resistenza al calore, alle infezioni e alle malattie. Sembra un bisonte ma è più grande e il suo manto ha una colorazione tendente all’arancione; le sue corna ricurve hanno un colore verdognolo ed emettono un liquido leggermente paralizzante che usa per scoraggiare i predatori. La sua carne è prelibata, il suo sangue ha usi alchemici e la sua pelle può essere trattata per creare armature leggere. Base d’Asta: 90 MR
Acqua di Vita
Un'ampolla che, si dice, contenga una goccia d'acqua miracolosa in grado di curare ogni male. Il racconto vuole che provenga da un luogo sconosciuto a sud dove sarebbe presente una fonte in grado di donare longevità e giovinezza eterna a chiunque la beva. Base d’Asta: 100 MR
Nivhelin
Una spada di forgia nanica, forgiata con materiali eccezionali e dettagli straordinari. La lama risulta estremamente affilata il cui filo si accende di sfumature verdognole. Base d’Asta: 150 MR
Tocco di Sindri
Su quest'arma a due mani, proveniente da un esotico regno ad est, sono incise rune naniche di potenziamento. La lama è rossa come appena uscita dalla forgia ma al tocco è solo lievemente calda. Base d’Asta: 200 MR
Bracciali del Guerriero Topo
Bracciali in cuoio di pregevole fattura, ma graffiati sulla superficie. Base d’Asta: 600 MR
Gambali del Guerriero Corvo
Gambali in cuoio con decorazioni e incisioni che richiamano il teschio di un corvo. Base d’Asta: 500 MR
Contratto: Servizi del Bottegaio
Abile artigiano, noto col nome di “Bottegaio”, mette i suoi servizi a disposizione per aiutare nella creazione di un oggetto di Artigianato. Base d’Asta: 50 MR
L’Avanguardia di Tullio de Sarti
L’eccellenza del più rinomato sarto di Elempos non può e non deve essere svalutata come per un qualsiasi acquisto da mercato. Per questo motivo, Tullio de Sarti metterà in palio due preziosissime creazioni incantate durante l’Asta delle Meraviglie. Chiunque fosse abbastanza audace da sfidare l’eleganza, potrebbe aggiudicarsi una o entrambe le creazioni.
Il Sarto esporrà le metodologie per accaparrarsi questi due lotti eccezionali in loco.
L’Eccellenza Orientale - TdS
Un incantevole abito del rinomato Tullio de Sarti in tessuti ricamati e fili preziosi, arricchito da dettagli in pietre uniche. La particolarità di questo incantevole abito, è la provenienza delle materie prime che giungono dalle esotiche terre a sud di Elempos tramite le terre della Muqataea. Valore di Mercato: 250 MR
Borsa delle Meraviglie - TdS
Una preziosa borsa lavorata in pelle battuta di Alligatore Bianco proveniente dal mistico fiume Iteru, in collaborazione con alcuni eccezionali artigiani del Nord di Arborea. Eccellenza del rinomato sarto Tullio de Sarti. Valore di Mercato: 150 MR
L’Accademia delle Scienze di Finis Terrae e il Governatore Guastavo Bonciani, sono lieti di annunciare le tre candidature accettate per il primo Simposio Sapienziale di dell'Asta delle Meraviglie.
Tre voci diverse, tre ambiti dello scibile, tre prospettive destinate ad arricchire il dibattito e la riflessione.
I. Alicandro B. Barberis Torreggiani
“La fragilità degli Imperi: la lezione dimenticata degli Shuel”
Un’analisi storica e politica che invita a interrogarsi sulle fondamenta del potere e sulla caducità delle grandi civiltà, attraverso lo studio dell’esperienza Shuel e delle sue implicazioni per il presente.
II. Eythild Yr Ivarson, del Clan della Pulcinella di Mare
“Sulla storia e sulla cultura Roferiana”
Un viaggio nella memoria e nelle tradizioni del popolo Roferiano, tra radici culturali, identità e visioni del mondo che ancora oggi influenzano equilibri e relazioni.
III. Allegra de Mugnai
“Sul linguaggio dei fiori”
Un intervento dedicato ai simboli, ai significati e ai codici nascosti nella tradizione floreale, dove natura e comunicazione si intrecciano in forme sottili e raffinate.
L’Accademia invita tutti gli interessati a partecipare e ad ascoltare con mente aperta: la Conoscenza si nutre di confronto, e l'Asta delle Meraviglie si prepara a esserne teatro.
Rettore Aaron Pyke Imber
Governatore Gustavo Bonciani
Il presente bando è ad opera di privati cittadini.
La Gara di Conoscenza di seguito descritta non è un evento ufficiale della prossima Asta delle Meraviglie 1126, ma il Governatore Gustavo Bonciani e il Rettore Aaron Pyke sostengono con entusiasmo l'iniziativa sapienziale.
Buona lettura.
Udite, Udite, Elaviani tutti!
per piacere alle Divinità
e sotto l’occhio vigile del Polo del Sapere,
si indice la GARA DI CONOSCENZA,
prova aperta a studiosi, iniziati, sacerdoti, arcanisti, alchimisti e a chiunque ritenga di possedere mente acuta, sapere saldo e una curiosità famelica.
La gara consisterà in una serie di quesiti a risposta aperta, tratti dai testi canonici e dalle tradizioni riconosciute, riguardanti:
i Piani e le loro nature,
le Divinità e i loro precetti,
l’Arte Rituale, l’Alchimia e i Reagenti,
le Stirpi, la Storia e le Leggi note d'Elavia.
Ogni concorrente potrà:
rispondere al quesito,
passare, rinunciando alla risposta.
Al termine della prova, i punteggi saranno valutati dal Responsabile di Gara, il cui giudizio è da ritenersi definitivo e inappellabile.
Premi saranno assegnati a coloro che dimostreranno eccellenza, discernimento e profondità di studio.
La gloria, tuttavia, sarà riservata solo a chi saprà dimostrare non solo di sapere le risposte... ma sapere le domande giuste da fare.
Coloro che desiderano partecipare sono invitati a presentarsi all'Asta d'Oro, presso l'Accademia di Finis Terrae, muniti esclusivamente del proprio ingegno e di 2 monete di rame.
“La forza piega il mondo.
La conoscenza lo comprende.”
Che la curiosità sia vostra amica.
Che la memoria non vi tradisca.
Elamshinae R. R. Hood
Scheggia del Clan Keldwjy
Sir Ettore Battaglia
Per informazioni e preiscrizioni contattare Elamshinae R. R. Hood
Popolo della Vaslokia, Elempiani, fedeli dei Nove tutti
È con il cuore colmo di rammarico, di amarezza e di celestiale ira che vergo queste mie parole sulla pergamena che mi trovo davanti.
Non mi stupisco di essere costretto a farlo: molti hanno accusato i teutoni dei più ignobili crimini in passato e molti, ancora oggi, perserverano nel loro errore.
Durante l'ultimo tentativo di riconciliazione con i sanguinari rivoltosi, il cui violento assalto ha duramente piagato la Vaslokia intera, incontro da me caldamente promosso e caldeggiato per evitare inutili spargimenti di sangue sulla nostra terra, per evitare che fratello combattesse fratello, che i padri si trovassero ad affrontare i figli sul fronte opposto della barricata, dure accuse mi sono state mosse.
Sono stato accusato di essere un tiranno.
Sono stato accusato di ladrocinio.
Sono stato accusato di Eresia e quasi di Blasfemia.
Ebbene, arriva un momento in cui un uomo non può e non deve più sopportate e accettare passivamente di essere coperto di fango, ancor più quando gli schizzi finiscono per insozzare le vesti degli innocenti cittadini, ancora in grazia dei Nove, che ancora sperano in una pacifica risoluzione di qualsiasi conflitto.
Mi hanno accusato di Ladrocinio per aver alzato le decime della Vaslokia, ma tutti i cittadini, io in prima istanza e più di tutti, sfido persino i miei detrattori a negarlo, abbiamo dovuto fare dei sacrifici per evitare l'annientamento, per evitare di essere distrutti da un nemico sostenuto dall'oscuro oro di potenze straniere. E dopo averlo compiuto io stesso, ai miei cittadini ho chiesto uno sforzo, si. E loro eroicamente, più di quelli che si sono intromessi negli affari della Vaslokia, lo hanno accettato riconoscendo una visione più ampia e lungimirante del futuro della regione, fatta di pace e unione. Ma per renderla reale, avevamo bisogno di denaro, per sostenere e sfamare i nostri soldati, i nostri coraggiosi figli che nel nome della Vera Fede hanno deciso di ribellarsi, loro sì, all'eresia dilagante che viene da est.
Mi hanno accusato di Tirannia, ma io sono stato il primo a volere la pace, a chiedere un incontro che portasse a una tregua.
E quando la ragione stava, finalmente, riprendendo il controllo delle menti dei rivoltosi, cosa hanno fatto quegli eretici cultisti? Hanno mandato degli assassini a ucciderli! Persino il Magravio Oto di Saros pronto a mettere la ragione davanti ai suoi interessi personali, è stato ucciso solo per questo. Io sono stato solo più fortunato, o forse, sapevo già di non dovermi fidare di Alleati che ricorrono alle pratiche e ai servizi di mangiatori di Anime. Blasfemia ed Eresia, ecco i pilastri della loro rivolta!
E proprio questi infami, osano accusare me e coloro che condividono la visione di un popolo della Vaslokia unito, di Blasfemia?
Loro il cui unico scopo è storpiare le loro anime per renderle piacevoli agli occhi della loro demoniaca divinità, che si avvalgono dei servizi di Panon, che erano comandati da Argon, un custode della materia e da lei sostenuti e foraggiati, da una donna la cui vita è stata segnata soltanto dalla sofferenza imposta alle povere vittime innocenti di Placentia, un mostro che non conosce alcun limite di decenza, se a favore delle proprie ragioni e della propria sete di potere, osano accusare altri?
Davvero volete che le vostre orecchie diano ascolto alle parole di questi individui? Davvero volete che le vostre voci siano eco di Blasfemi, Eretici e Mostri dalle sembianze umane?
Sappiate che in tal caso troverete in me un nemico!
Perché io non accetto la verità di un culto eretico il cui unico fine era ed è ancora quello di infettare le menti e le anime dei fedeli dei Nove solo per ottenere maggior potere!
Perché a costo di rimanere da solo a combattere contro l'orda dilagante dell'eresia orientale, io, da fedele dei Nove, non accetterò MAI tale visione.
E tutti coloro che vorranno opporsi a quest'orrore che sembra fin troppo tollerato ed accettato dalle politiche elempiane, troveranno in me un alleato, e nella Vaslokia, un baluardo a difesa della sua anima.
E io sarò in prima linea a difendere tutti voi.
A qualunque costo.
Dagobert von Schwartzdorne
Prinz della Vaslokia
Protettore del popolo della Vaslokia
Fedele dei Nove
Non tutti gli occhi sono pronti a vedere, non tutte le mani a toccare.
Eppure, ancora una volta, Dorica apre i suoi scrigni più profondi.
L’Asta delle Meraviglie 1126 si terrà il ventunesimo giorno del mese dell’Ariete, tra le mura dell’Accademia delle Scienze di Finis Terrae. Quest’anno, l’Asta sarà dedicata agli Oggetti dal Mondo: preziosi e manufatti provenienti dagli angoli più remoti del grande e sconosciuto mondo al di fuori di Elempos, luoghi che pochi hanno visto e da cui ancor meno sono tornati.
Memorie di terre lontane, ricchezze forgiate in culture estranee e frammenti di realtà mai raccontate si offriranno a chi saprà riconoscerne il valore.
Accorrete, curiosi e temerari: vi attendono tesori unici, destinati a mani consapevoli e a sguardi che osano andare oltre i confini conosciuti.
Governatore Gustavo Bonciani
Rettore Aaron Pyke Imber
Regole dell’Asta
Quest’anno l’Asta delle Meraviglie avrà una formula particolare.
Solo dieci pezzi – i più rari e preziosi – verranno battuti dal banditore in maniera tradizionale.
Tutti gli altri oggetti saranno invece esposti su appositi tavoli: sotto ciascuno di essi troverete un “porta-offerte” alchemico sul quale sarà indicato prezzo base.
Chiunque desideri partecipare potrà scrivere il proprio nome, il nome dell’oggetto e la cifra offerta su un apposito foglietto, quindi lasciarlo cadere nel piatto delle offerte corrispondente.
Terminata l’Asta dei pezzi rari, il banditore prenderà un momento per aprire ogni piatto, leggere le offerte e proclamare i vincitori - ossia coloro che avranno offerto il valore più alto -, riscuotendo l’oro e consegnando i beni o i contratti.
Per tutelare la segretezza delle offerte, ogni piatto sarà riempito di uno speciale composto ideato dal Rettore Pyke: chiunque tenti di frugare in qualsivoglia maniera, o aggirare le regole definite con arti mistiche o mondane, sarà colpito all’istante da effetti quantomeno singolari.
Inoltre
È consentito presentare offerte unicamente in moneta di corrente utilizzo nella Penisola Elaviana. Non saranno accettate offerte di beni o servizi.
La decisione del banditore è definitiva e incontestabile.
Eventuali disturbatori o sobillatori saranno immediatamente allontanati e non potranno più accedere all’Asta.
Il pagamento degli oggetti aggiudicati deve avvenire immediatamente dopo l’assegnazione di ogni lotto.
È strettamente proibita la turbativa d’Asta o qualsiasi forma di accordo preventivo tra partecipanti volto a influenzare l’andamento dell’Asta a danno degli altri.
Il rilancio minimo per ogni lotto è pari a 10 mr.
Per tutto quanto non espressamente indicato, si applicano le leggi correntemente in vigore presso il Regno dell’Askram e presso Dorica.
A seguito di alcuni incidenti precedenti, è vietato ai partecipanti esaminare personalmente gli oggetti, che sono garantiti da Sua Eccellenza Gustavo Bonciani.
Ogni membro o esponente di Regni o compagini, così come qualsiasi fedele di qualsivoglia Religione, sarà ben accetto all'interno delle mura dell'Accademia. Non sarà tuttavia permesso alcun proselitismo religioso: chiunque infranga questa regola sarà immediatamente tratto in arresto e condotto davanti al tribunale dell'Askram.
Simposio Sapienziale all’Asta delle Meraviglie
La conoscenza apre la mente, e quando la mente è capace di vedere, il Creato si mostra sotto forme nuove e sorprendenti. Per questo motivo, tutti i partecipanti all’Asta delle Meraviglie 1126 avranno l’opportunità di candidarsi come Oratori per tenere un Simposio Sapienziale della durata massima di 15 minuti.
L’Asta potrà ospitare fino a tre Simposi. Data la natura straordinaria dell’evento, e con l’intento di premiare coloro che si distingueranno nella diffusione del sapere, l’Accademia di Finis Terrae, su insindacabile giudizio del Rettore Pyke, offrirà tre premi di valore crescente ai simposi:
Primo premio: 1 monete d’oro e 5 d’argento
Secondo premio: 7 monete d’argento
Terzo premio: 3 monete d’argento
Le candidature devono essere inviate all’Ufficio del Rettore Pyke entro e non oltre il decimo giorno del mese dell?Ariete, e devono specificare:
l’Oratore
il tema trattato
la scaletta del simposio
eventuali punti di particolare rilevanza
L’Accademia si riserva il diritto di rifiutare simposi controversi o inappropriati, mantenendo così lo spirito di armonia e meraviglia che caratterizza l’Asta delle Meraviglie.
L’Asta Muta
Nell’ambito dell’Asta delle Meraviglie, si terrà anche l’Asta Muta, dove tutti i partecipanti avranno l’opportunità di mettere in vendita i propri beni o servizi.
Ogni oggetto dovrà essere esposto nello spazio dedicato, corredato da un nome identificativo e da un prezzo base [FG: allegando l’eventuale Cartellino, se presente]. Non saranno accettati beni privi di un valore base di riferimento appositamente indicato.
Al centro del tavolo sarà posizionato un porta-offerte, dove ogni interessato potrà inserire un biglietto riportante:
il proprio nome
il nome dell’oggetto di interesse
il prezzo offerto
Per tutelare la riservatezza delle offerte e prevenire manomissioni, anche in questo caso il porta-offerte sarà protetto da uno speciale composto creato dal Rettore Pyke, per scoraggiare eventuali malintenzionati.
La Lotteria delle Meraviglie
Nel corso dell’Asta delle Meraviglie verrà inoltre annunciata una Lotteria Speciale, aperta a tutti coloro che desiderino tentare la sorte. Per prendere parte alla Lotteria è richiesto un contributo di 1 moneta d’argento per ogni biglietto, con un massimo di 3 biglietti acquistabili per ciascuno. L’acquisto dei biglietti sarà gestito dal Banditore d’Asta.
In un bacile verranno posti tutti i nomi dei partecipanti, che verranno poi estratti a sorte prima del banchetto serale.
I premi della Lotteria delle Meraviglie saranno distribuiti secondo il seguente schema:
Primo Premio: 6 monete d’oro.
Secondo Premio: 3 monete d’oro.
Terzo Premio: 1 moneta d’oro.
Che la Fortuna sia con voi.
Un messaggio viene passato di marinaio in marinaio tra le banchine dei moli, nelle taverne inciso su tavoli ed affisso sulle pareti su pergamene stropicciate e fogli presi da ogni dove.
“Figli del mare ascoltate la voce di un vostro fratello, una minaccia è giunta tra noi,
una fiamma che brucia la volontà e cerca di togliere importanza al cammino che ognuno di noi sceglie di percorrere.
Non sarà così.
Non per un Dio né per un Re, ma per volontà vostra e soltanto vostra fratelli siate ora e sempre padroni delle vostre scelte.
Che sia con la spada o con la penna ad ogni fratello la scelta di quale peso portare, di quale sentiero percorrere.
Che coloro che hanno le redini della propria vita si ergano a faro per chi cerca la rotta,
possa ogni figlio del mare compiere sempre il passo successivo del suo cammino,
noi non ci inginocchiamo”.
Sethir
Appunti dal diario redatto dal Console Diletta Augusta Massenzia
"E' iniziato fra i Goblin, ma ora il Caos è ovunque. Una miccia molto efficace ... come non me ne capitavano da tempo ed è stato divertente.
Sul territorio di Elavia, sparsi, disorganizzati, predicatori con i paramenti della mano della Discordia aizzano le folle all'Odio per la Fiamma ed all'inevitabile Conflitto con chi sta tentando di Prevaricare i Nove.
I tumulti, per ora, restano minimi, ma sempre più cittadini dello Stato reclamano a gran voce azioni decise ed immediate per combattere un Credo che ha deciso di sfidarci.
Ho incontrato Svotja Reko, colei che si proclama Figlia del Caos, e siamo della stessa idea.
La Serpe può indirizzare i portatori della Sofferenza, ma dovremo fare in fretta.
Il Flagello degli Inferi potrà calare sui miscredenti ... o su coloro che per ignavia continueranno a lasciarli agire indisturbati.
La nomina di Alcarohtar Earine ad Ammiraglio giunge al momento giusto, così come quella di Hannarr figlio di Har. Non pensavo avrei mai visto le nostre tre fedi in perfetto accordo su qualcosa, ... Beh! Più o meno in accordo, ma suppongo ci sia sempre una prima volta per tutto e se non altro i nostri uomini continueranno a muoversi compatti....."
Una lettera di Alfio Casadei
"Lama dell'Ordine,
vi scrivo questa Mia per aggiornarvi sul tentativo di conciliazione che sto portando avanti presso la Chiesa di Raleos ferense.
Purtroppo le mie previsioni si sono rivelate corrette. Consistenti parti della sua e della nostra chiesa sono ormai convinti che la guerra di fede sia giusta ed irrimandabile. A nulla sono valsi i miei sforzi per mediare su posizioni più moderate, nonostante il rischio che molti innocenti restino vittime dello scontro a parere loro l'eresia della Fiamma ha ormai superato ogni limite di tolleranza.
In parte comprendo le loro ragioni, le menzogne e coercizione esercitate dalla Fiamma sono abiette, ma uno scontro frontale, al momento, non sembra saggio.
Mi allineerò alle posizioni della Prima Rosa e del Sommo Precettore, la soluzione non può e non deve essere solo una prova di forza o ci ritroveremo come l'accusa in un processo, ma senza in mano tutti i fatti e le prove per ottenere una sentenza di colpevolezza. Questo inevitabilmente causerà tensione, forse addirittura uno scisma, fra le nostre fila, specialmente di coloro che abbracciano un approccio maggiormente interventista, ma il mio senso di giustizia mi impedisce di fare diversamente.
Spero che vorrete seguirmi nella linea di legge che andrò ad istituire al nostro interno.
Possa il Giudice dei Mortali guidare il nostro sguardo verso la Luce della Verità.
Lucente Pretore Alfio Casadei"
In ogni giardino, museo, teatro e templio viene affisso un lamento.
"Piangi, Elavia, la perdita dellla Libertà.
Consolati, Elavia, vi è ancora Arte e Beltà.
Ardi, Elavia, di Passione ed Amore.
Cerca, Elavia, l'Ispirazione ed il calore.
Cura e desiderio sono la soluzione al dolore
che l'eretico porta nel nostro cuore.
Ascolta, Elavia, la voce della Dama della Rose,
non sarà la furia a risolvere le cose.
La Chiesa di Alenore si unisce alla Chiesa di Galtea nel momento del bisogno.
Ispirazione ed Ingegno,
porteranno in dote la soluzione
che salverà le nostre anime e la nazione.
Prima Rosa Gilberto Della Scala"
Un bando viene affisso in tutte le caserme, scuole d'arme e distretti artigianali elaviani
"Udite il Ruggito del Leone della Battaglia che chiama a raccolta le sue truppe in difesa dei figli del'Aquila.
La Chiesa di Vornat lancia il suo appello a coloro che si rivedono nel Divino Forgiatore, patrono del Confronto, a farsi trovare pronti.
Affilate le vostre lame, forgiate le vostre armi ed unitevi ai vessilli rossi e neri.
Abbiamo lasciato alla Fiamma la prima mossa, ora dagli strateghi giunge l'appello ad una vigile attesa.
Non è ancora il tempo per la calata di Guerra, ma lo è per fortificare i nostri bastioni e cessare la sterile viltà.
Se le truppe degli infedeli busseranno ai nostri confini ci troveranno pronti a Combattere e Vincere!
Per la Fede! Per i Nove! La nostra Guardia ha inizio.
Araldo della Vittoria Elena Valenti da Aretis
Ruggito della Battaglia Herodion Iliopoulous"
Il ogni cimitero di Elavia vengono appese delle garze fitte di simboli legati ad Acron e scritte.
"Ascolta Fedele la sentenza del Sommo Giudice.
A lungo abbiamo osservato il diffondersi della Fiamma,
a lungo abbiamo permesso ad essa d'inzozzare il puro freddo dell'Inverno con il suo calore eretico.
Il tempo del giudizio è finito, ora giunge la sentenza e la giusta pena.
Si decreta il Decadimento di coloro che hanno osato porre la propria Fede al di sopra dei Nove.
Possa la Fine giungere per chi ha diffuso il proprio credo come falsa Pestilenza,
blasfema malattia che maledice anzichè essere un dono per l'anima.
Il Mietitore ha imbracciato la sua Falce,
la Sacra Non Morte guiderà la nostra avanzata.
Alzatevi dalle tombe, fatte di terra e pietra o d'accidia.
L'ingiusto Riposo sarà il peccato che condannerà la vostra anima al giudizio finale.
Senti, Elavia, il Gelo che cala? Vedi, Elavia, la Lanterna accesa?
Sicario o vittima?
La Morte è vicina.
Falce del Sommo Druso Heriotza da Feroggia
Mano del Sommo Ianosh Van der Kaal
Nella bacheche degli edifici della politica, nelle taverne e nelle case da gioco di Elavia viene affisso un bigliettino dal contenuto criptico
"Lo Scorpione serra le chele ed ascolta il Sussurro nella Notte.
La partita è iniziata, ma il baro dietro la Fiamma gioca carte truccate.
Segrete mani, mossa dopo mossa, sfidano la Sorte.
Oscuri orditi, filo dopo filo, rinnovano i Patti.
La moneta è lanciata.
Fortuna ed Astuzia per i Ragni che tessono la tela.
Buio ed eterno Silenzio per le mosche, la loro preda.
Fate le vostre puntate, nessuno è più spettatore.
Pedina o giocatore?
Scommetti o scompari?
L."
Sulle porte di ogni scuola e biblioteca di Elavia
"La Signora dello Scibile chiama a raccolta i fedeli della Conoscenza ed i sapienti tutti per la grande Cerca.
La Fiamma si diffonde nelle nostre terre, incontrollata, non conosciuta, non voluta.
La Lucida Ragione pretende risposte e Sapere, il Progresso porta alla soluzione.
La Chiesa di Galtea offrirà supporto a chiunque vorra cimentarsi nell'analisi di chi fino ad ora ha tentato di sottrarsi allo sguardo della Memoria.
Aguzzate l'Ingegno fedeli della Sapiente! La gara di scienza ha inizio!
Sommo Precettore Lazzalf
Custode della Memoria Teofila Polyxene da Monte Nuvakios"
Il tutte le piazze elaviane compaiono mazzi di Achillea accompagnati da un breve scritto.
"Figli della Vita, la Verde Madre ci è comparsa in Sogno, ascoltate la sua profezia.
La Lupa ed il suo branco sono all'erta, le zanne sguainate pronte a stringersi sulla gola della preda.
L'Astuta Cacciatrice corre fra i boschi, nessuna Fiamma resterà accesa.
Le frecce cadono come pioggia che spegne l'incendio.
Il sangue irrigherà i campi e tornerà a nutrire le messi.
Per la Speranza!
Per la Sopravvivenza!
Luna e Stelle insorgono di nuovo.
Si va a Caccia!
Madre della Luna Serinde
Custode delle Stelle Calendula Dolcecolle"