Augusta

Geografia

Isolata sia geograficamente che politicamente dal resto di Elavia, la baronia di Augusta è anche nota col nome di Principato di Rocciasù; il suo territorio fa interamente parte della catena montuosa della Corona di Elavia, è situato nell’estremo nord ovest del Regno e confina con Allieb e Turrito.

Alti monti innevati e grandi vallate sono lo spettacolo che si apre al visitatore di Augusta. Su numerose vette sorgono maestosi castelli in tipico stile nanico, che ricordano da vicino quelli della Montagna dei Thane in Austeria. Non vi sono veri e propri villaggi, ma innumerevoli corti all’interno delle mura di difesa di tali palazzi, che ostentano l’antica ricchezza e nobiltà degli abitanti di questa baronia. Ciascun castello porta il nome di uno dei sei clan nobiliari nanici che seguirono al tempo Ghatrich Bund-narag dall’Austeria fino in Elavia.

La baronia è divisa sul piano amministrativo in due principali signorie, per quanto ciascun castello del principato sia di per sé una signoria di fatto con un proprio principe sovrano. Ad ovest della capitale si trova il territorio di Roccia Bianca mentre ad est quello di Roccia Rossa.

Il primo è caratterizzato dall’alta montagna perennemente innevata e dal grande ghiacciaio che dà vita ai numerosi fiumi che tagliano le valli della baronia fino a Turrito, per riversarsi nel Fiume Lungo. Presso Roccia Bianca troviamo il castello dei Rusk-Tor, le cui torri svettano più alte di qualsiasi altro edificio nanico: famosissimi architetti, a loro è attribuita la progettazione di tutti i castelli di Augusta e dei templi di Theratos e Ashanna che si trovano a Turrito e, in copie in scala minore, nelle altre capitali dell’antico regno di Rocciapiè. Più a nord, quasi al confine con la Ferenzia il ricco castello degli Zirak-Imbar, i più facoltosi nani di Augusta, famosissimi in Austeria per essersi arricchiti perfino dopo il vassallaggio ai Teutoni. Infine il castello dei Kommen, che a differenza degli altri non si erge su alcuna montagna, bensì al centro di una valle tagliata dal Fiume d’Oro; i Kommen sono conosciuti come massimi fabbri e ingeneri, fedelissimi al principato e conoscitori di arti della forgia segrete.

Ad est, presso Roccia Rossa, troviamo Barad-Usson, la fortezza di difesa al confine tra Allieb e Turrito, ma che veglia sull’intera valle di Roccia Rossa. In essa ha la sua sede principale il corpo delle Teste d’Acciaio, élite guerriera del principato. A sud, di fronte alla capitale, il castello dei Borromin, ormai decaduto dopo che la maggior parte di loro hanno abbandonato il principato per unirsi al regno di Rocciapiè. Sulla montagna a fianco sorge ancora uno dei più grandi monumenti di Augusta, la grandiosa statua di Dohm Borromin, fondatore di Augusta: è alta quasi 20 metri, interamente in bronzo e si dice munita di numerosi accessi che permettono, tramite scale interne, di giungere fino alla testa.

Infine a nord, proprio sul confine con Oskerrad, sorge il castello dei Bion-Azul, interamente costruito in metalli resistentissimi ed in parte scavato nella roccia. Il lungo isolamento dei Bion-Azul ha fatto nascere numerose dicerie sui rituali che hanno compiuto presso il Circolo di cui sono custodi. A partire dal 1073, la scomunica da parte della chiesa di Theratos nei loro confronti ha fomentato tali dicerie, creando una sorta di ostracismo nei loro confronti perfino all’interno dei territori del principato.

Tuttavia, se si vuole descrivere Augusta, si deve prendere in esame soprattutto la sua roccaforte, la capitale, grande fortezza al cui interno è la più grande corte nanica di Elavia, che la fa somigliare più ad una vera e propria città che ad un singolo, grande castello. Maestoso si erge il tempio di Theratos e Ashanna nella piazza centrale e oltre una lunga scalinata che si arrampica su per la montagna, passandovi anche all’interno in diversi punti, si giunge al castello di Augusta, un tempo sede della famiglia Bund-Narag, divenuto in seguito il palazzo dell’assemblea dei principi.

Araldica

Di rosso alla corona nanica di ferro con pietre d´azzurro, sormontata da due martelli decussati neri manicati al naturale. Capo di nero alle rune naniche d´oro.

Storia

"... al suo fianco si mossero i Thane dei sei clan che gli erano sempre stati alleati, assieme alle loro famiglie e corti: i Zirak-Imbar, i Rusk-Tor, i Bion-Azul, i Kommen, gli Usson e i Borromin, con cui era stato stipulato un grande patto: Thane Ghatrich promise loro la migliore delle terre per edificarvi le loro regge e tenere il consiglio degli Uzbad."

Il passo è tratto dal Libro del Sapere di Turrito, in cui si narra di come un grande clan di nani, guidati dal Thane Ghatrich Bund-narag, fuggì da Austeria in cerca di nuove terre intorno al 600 prima del Brillamento. Il passo ci ricorda che il clan dei Bund-narag non fu l’unico a scendere in Elavia: a Ghatrich si unirono numerosi membri di altri clan a lui fedeli. Costoro restarono a fianco del Thane fino a quando non fu edificata Turrito. Ghatrich, divenuto primo Khazad Uzbad del nuovo regno nanico che fu chiamato Rocciapiè, mantenne la promessa e fece costruire per i nobili principi di ciascun clan un castello sulle alte e protette montagne a nord di Turrito. Qui Ghatrich fondò la città di Augusta, dove edificò anche il proprio castello personale. Aveva il doppio scopo di fungere da rifugio per lui e la sua famiglia in caso di guerra e da luogo isolato dove tenere le più importanti riunioni con gli altri Uzbad.

Si sa che i nani sono una razza orgogliosa ed è quindi facile immaginare quanto fossero ancor più orgogliosi questi principi, tanto da isolarsi sempre di più nel tempo dalle banali questioni di Turrito.

Lentamente il regno di Rocciapiè si rafforzava e la campagna militare del nord operata dall’Impero Shuel spingeva sulle terre di Nassel ed Iza.

Giunse infine la seconda parte della Guerra degli Scacchi, durante la quale, presso Bar-Cal, gli Shuel avrebbero combattuto la loro ultima, grande battaglia. Fu allora che gli elfi chiesero aiuto agli umani e ai nani per unirsi in un patto che avrebbe sbaragliato definitivamente l’esercito di Demetrius, passato alla storia col nome di Bianca Alleanza. Nel 241 si riunì ad Augusta il grande consiglio dei Thane, durante il quale il Khazad-Uzbad Bund-narag propose all’assemblea di scendere in battaglia al fianco degli amici umani e degli elfi per combattere l’oppressione del pericoloso Impero. La riunione, si dice, durò dodici giorni, durante i quali nessuno degli Uzbad uscì né ebbe contatti con l’esterno del castello di Augusta. Tutti, tranne i Borromin e gli Usson, si opposero alla discesa in guerra. La razza nanica, sostennero, non avrebbe mai dovuto partecipare a quel conflitto: le terre di Rocciapiè erano ormai salve e il regno sarebbe stato forte e avrebbe resistito anche a future invasioni. Troppi secoli di guerre c’erano già stati, era giunto il momento che la razza nanica si facesse da parte mantenendo ciò che si era guadagnato. Tuttavia il consiglio dei Thane dovette sottostare alla decisione del Khazad-Uzbad, che aveva l’appoggio degli altri Uzbad di Turrito ed Enuc appartenenti alla famiglia dei Bund-Narag. Fu così che anche Augusta fu costretta a portare il suo appoggio all’esercito di Rocciapiè, fornendo ben 200 uomini, tra i quali numerosi giovani principi cadetti dei clan.

La battaglia fu una vittoria schiacciante: nani, elfi ed umani combatterono fianco a fianco per la libertà dei propri regni, dando inizio all’era dei Regni Liberi.

Ma non tutti festeggiarono: dell’intero esercito nanico di Rocciapiè, l’unico contingente che non fece ritorno fu quello inviato da Augusta. Era stata l’unica e più grande perdita di tutta la battaglia e questo fu straziante per i Thane di Augusta. Rinfacciando a Turrito di essere stati obbligati a partecipare alla guerra, i principi di Augusta dichiararono ufficialmente la scissione dal regno di Rocciapiè che, essi dissero, ormai troppo umanizzato, aveva perso l’antico orgoglio nanico che contraddistingueva la razza e aveva portato alla morte alcuni dei più nobili tra i Khazad. Rocciasù, questo il nome scelto dai Thane, divenne un principato a sé stante, dove ogni castello era gestito in modo autonomo e dove, presso l’antico castello dei Bund-narag, si riuniva il consiglio dei principi.

Si dice che i Borromin furono ostracizzati dagli altri principi, trovandosi costretti a scendere presso Turrito. L’antico castello dei Borromin rimase abbandonato e numerose leggende girano tutt’oggi intorno a quelle mura. Voci narrano di strane creature volanti che durante le notti vanno a caccia nei territori circostanti. Gli Usson, che avevano anch’essi appoggiato la guerra, non si lasciarono intimorire da alcun attacco poiché era nella loro indole guerresca accettare ogni sfida: peculiarità di questo clan, infatti, era la pratica assidua del culto di Iaboth abbinato a quello di Theratos, fin dai tempi in cui risiedevano nelle terre di Oskerrad, dove questo fatto era malvisto.

Da quel giorno, per secoli, Augusta crebbe isolata dall’intera Elavia, quasi fosse esterna a qualsiasi questione. Né la guerra delle Due Corone, né la calata delle Schlaghen toccarono minimamente i principi, che non vollero mai più seguire il destino dei loro antenati.

Con l’ascesa al trono di Gurth Bund-narag i rapporti si inasprirono ancora di più, poiché questi permise alle Schlaghen di invadere il proprio territorio. I Teutoni puntarono su Augusta solo inizialmente: furono organizzate due spedizioni di incursione per saggiare il territorio, ma i soldati teutoni furono trovati poco addentro al confine, massacrati a morsi e artigli. La paura si impossessò di molti soldati e fu ritenuto infruttuoso perdere altri uomini per conquistare un pugno di castelli, così si abbandonò l’idea di marciare su Augusta.

Tutto rimase statico fino al fatidico 1106, quando Demetrius riconquistò numerose baronie in Elavia e la minaccia del nuovo Impero Oscuro risorse. Turrito fece nuovamente appello a tutta Rocciapiè per unirsi ai nascenti Granducati e cercare di resistere all’invasione. Stavolta, dopo secoli di silenzio, Augusta rispose: i principi, discendenti di coloro che un tempo persero tutto nella Guerra degli Scacchi, diedero un segno talmente forte da scuotere il morale di tutti i Khazad in Elavia: si vassallarono all’Impero Oscuro, fornendo truppe per occupare Enuc e Allieb. Turrito si ritrovò stretta in una morsa e in breve il Circolo profondo della Pietra Bianca venne preso, anche grazie all’aiuto di Augusta, da Demetrius.

Dietro al consiglio dei principi spiccò così una nuova figura, acclamata in breve Uzbad di Augusta: il suo nome era Uzban Kommen di Picco Tempesta, giovanissimo principe del clan Kommen; il suo nome diviene famoso nel 1108, quando, presso Enuc, firmò assieme ad Ancalimon Ambar Eldharil di Firendhol e D’Vorak del Nalim quella che con grottesca ironia fu chiamata la Bianca Alleanza.

Quando, insieme al Concilio di Primavera dell’anno 1109 presso Turrito, fu indetto il Dhali-Ankor, ossia l’antica ordalia nanica per la scelta dell’Uzbad di Turrito, Uzban Kommen manifestò pubblicamente l’intenzione di prendervi parte.

Successivamente, negli anni successivi, le forze fedeli ad Uzban Kommen andarono incontro a varie sconfitte ad opera degli eserciti del regno elaviano. Con la caduta dei suoi alleati, Kommen si ritrovò da solo fino a cadere in battaglia nell'anno 1110.

Da quel momento, fino alla caduta del regno elaviano, il territorio fu messo sotto il controllo di Smood Schiacciaferro, barone del Granducato del Mare.

Nel 1116, dopo la divisione del regno e la comparsa di Kharzam Zirak-Imbar, Augusta incoronò il suo re e tutti i clan si inchinarono, nel dodicesimo mese del 1116, al nuovo Khazad-Uzbad: Kharzam del clan Zirak-Imbar.

Altre informazioni

Capitale: Augusta
Popolazione: 12.600 abitanti (100% nani)
Estensione: 3.263 Km quadrati

Governatore Kharzam Zirak-Imbar | PNG